Sergej Uvarov

Il conte Sergej Semënovič Uvarov (Mosca, 1786-1855) fu poeta, intellettuale e statista. Presidente dell’Accademia Russa delle Scienze e in seguito ministro della pubblica istruzione, parlava correntemente sette lingue ed era noto in Europa per alcuni saggi di argomento filosofico e letterario. Convinto conservatore in politica (celebre il suo motto: “autocrazia, ortodossia, nazionalità”), nella vita di tutti i giorni il conte Uvarov mostrava una mentalità liberale. Il clima propizio valse alla sua tenuta di Poreč’e, che ospitava un circolo intellettuale, il nome di “Atene russa”. La biblioteca contava dodicimila volumi ed era adorna dei busti di Raffaello, Michelangelo, Dante, Tasso, Ariosto, Machiavelli. Il conte Uvarov visitò l’Italia nel 1843, e l’anno successivo mise per iscritto, in francese, le sue memorie di viaggio. Fu il primo intellettuale russo a riflettere, nella forma del saggio istoriosofico, sulla grandezza e il declino di Roma e Venezia.

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