Blanca Wiethüchter

La figura di Blanca Wiethüchter (1947-2004) si staglia con eccezionale vivezza evocando la stagione piú feconda della letteratura boliviana del secondo Novecento. Poetessa, narratrice, saggista, storiografa, editrice, la sua vita e la sua opera lasciano testimonianza di una infaticabile “passione del fare”, che si compendia nei lavori dedicati a Jaime Saenz (Estructuras de lo imaginario en la obra poética de Jaime Saenz, 1975; Memoria solecitada, 1989, 1993, 2004) e agli autori ‘fondativi’ del suo Paese (Hacia una historia crítica de la literatura en Bolivia, 2002). Oltre ad Asistir al tiempo, la sua produzione lirica comprende: Travesía (1978), Noviembre 79 (1979), Madera viva y arbol difunto (1982), Territorial (1983), En los negros labios encantados (1989), El verde no es un color (1992), El rigor de la llama (1994), La lagarta (1995), Itaca (2000), Luminar (2005), Ángeles del miedo (2005) e l’antologia La piedra que labra otra piedra (1998). Con una fulminante incursione nella scrittura di finzione attraverso la novella El jardín de Nora (1998); Il giardino di Nora (in preparazione presso Sinopia), l’itinerario creativo di Blanca Wiethüchter impone uno degli esiti piú riusciti della prosa narrativa boliviana recente.

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